{"id":150,"date":"2014-08-22T12:05:17","date_gmt":"2014-08-22T10:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiaemedicina.it\/psicologo\/?page_id=150"},"modified":"2015-01-13T11:17:46","modified_gmt":"2015-01-13T10:17:46","slug":"piano-didattico-personalizzato-pdp","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.centropsicologiaemedicina.it\/psicologo\/disturbi-specifici-dellapprendimento\/piano-didattico-personalizzato-pdp\/","title":{"rendered":"Piano didattico personalizzato PDP"},"content":{"rendered":"<p><strong>PDP (Piano Didattico Personalizzato)<\/strong><\/p>\n<p>Il <em>piano didattico personalizzato (PDP)<\/em>, anche detto <em>piano educativo personalizzato (PEP),<\/em>\u00a0\u00e8 previsto dal <a href=\"https:\/\/aidparma.files.wordpress.com\/2011\/07\/dm12luglio2011sudsa-4.pdf\" target=\"_blank\">DM 12 luglio 2011<\/a>, all\u2019art. 15 e dalle allegate <a href=\"https:\/\/aidparma.files.wordpress.com\/2011\/07\/linee_guida_sui_dsa_12luglio2011-4.pdf\" target=\"_blank\">Linee Guida<\/a> e va redatto dalla scuola con la famiglia (e il ragazzo con DSA, se abbastanza grande), possibilmente con uno specialista dei DSA (psicologo, neuropsichiatra infantile o logopedista), in modo da favorire la comunicazione tra scuola, famiglia e servizi.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/aidparma.files.wordpress.com\/2011\/10\/pdp-primaria.doc\">PDP si presenta in forma diversa a seconda che sia destinato ad un soggetto frequentante la scuola primaria<\/a>\u00a0o secondaria.<\/p>\n<p>E\u2019 compilato dal Consiglio di Classe che, una volta abbia acquisito la diagnosi specialistica di DSA di un allievo, deve stenderlo coinvolgendo l\u2019allievo stesso, se sufficientemente grande, la famiglia ed eventuali servizi territoriali se necessario.<\/p>\n<p>Da un punto di vista generale esso \u00e8 una sorta di <em>contratto <\/em>che la scuola <em>deve<\/em> consegnare in copia alla famiglia e che la famiglia ha il diritto\/dovere di far valutare da uno specialista, perch\u00e9 il soggetto con DSA, possa giovarsi delle ottimali condizioni di apprendimento.<\/p>\n<p>Nelle migliori condizioni di elaborazione e stesura, il PDP deve essere preceduto da una fase preparatoria d\u2019incontro e di dialogo tra docenti, famiglia e se possibile o necessario, specialisti, ognuno con le proprie competenze, alfine di\u00a0 creare una rete collaborativa scuola-famiglia.<\/p>\n<p>Se la scuola non consegna il PDP in copia, la famiglia ha il diritto di farne richiesta protocollata alla scuola (anche per raccomandata con ricevuta di ritorno o per posta certificata) e la scuola \u00e8 <em>obbligata<\/em> a consegnare copia del PDP, prima di pretenderne la firma da parte dei familiari.<\/p>\n<p>Trattandosi infatti di un patto, \u00e8 bene leggerlo prima di firmarlo, come si farebbe per qualsiasi altro contratto. La famiglia deve avere il tempo di leggerlo con calma e di comprenderne i dettagli e, se lo desidera, di farlo visionare ai propri specialisti di fiducia.<\/p>\n<p>Il presupposto, perch\u00e9 un tale patto funzioni, \u00e8 infatti la sua condivisione tra la scuola, la famiglia e le eventuali reti territoriali implicate, su una base di\u00a0 collaborazione, fiducia e rispetto reciproci. Questo presupposto \u00a0permette un dialogo costruttivo e produttivo da tutte la parti, laddove invece, irrigidimenti prese di posizione aprioristiche, porterebbero ad una degenerazione dei rapporti e all\u2019insuccesso formativo e didattico.<\/p>\n<p><strong>Che cosa deve fare la scuola per poter redigere il PDP?<\/strong><\/p>\n<p>Se la scuola non possiede un fac-simile del PDP, a seconda che si tratti di scuola primaria o secondaria, pu\u00f2 scaricare il format dal sito del M.I.U.R. o approfittare dei nostri link qui di seguito:<\/p>\n<ul>\n<li>Format PDP Primaria<\/li>\n<li>Format PDP Secondaria<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il PDP va poi compilato e sottoscritto ad opera di ogni docente; come si diceva pi\u00f9 sopra, esso va condiviso con la famiglia e gli eventuali servizi territoriali.<\/p>\n<p>Fatto quanto premesso, esso va sottoscritto dai familiari ed acquisisce un significato contrattuale, che va quindi rispettato da tutte le parti in causa.<\/p>\n<p>Per poter compilare le varie voci del PDP risulta estremamente utile seguire le indicazioni riportate sulle diagnosi, in particolare per quanto attiene gli strumenti compensativi e le misure dispensative e per prendere spunto dai suggerimenti per la didattica ivi riportati e\/o dalle indicazioni degli specialisti.<\/p>\n<p>A volte un docente trova difficolt\u00e0 a trasformare le indicazioni specialistiche in applicazioni pratiche di tipo educativo-didattico. La figura dello psicologo specialista in DSA, diventa importante in particolare a questo livello, in quanto \u00e8, secondo noi, la figura che meglio si presta a \u201ctradurre\u201d in esempi comprensibili che possano trasformarsi in atti concreti, ci\u00f2 che viene riportato, descritto e definito in gergo tecnico sulle diagnosi.<\/p>\n<p>Nel nostro Centro abbiamo un servizio psicopedagogico, che si occupa di tutti questi aspetti, in grado di fare da tramite tra le indicazioni degli specialisti, la scuola e la famiglia. Quando facciamo noi le diagnosi, offriamo direttamente agli utenti la possibilit\u00e0 che i nostri professionisti si rechino personalmente presso le scuole, per fornire eventuali chiarimenti sul funzionamento dei soggetti con diagnosi e suggerire attivit\u00e0 e materiali pedagogici e didattici, ma siamo in grado di attivarci anche in casi in cui non abbiamo fatto noi la diagnosi. In questo caso, non conoscendo il bambino, il nostro lavoro si avvale della lettura interpretativa e dei suggerimenti didattici da fornire ai docenti e ai genitori che seguono i propri figli nei compiti.<\/p>\n<p>Possiamo offrirvi un colloquio gratuito, utile ad orientarvi su come impostare il vostro materiale didattico.<\/p>\n<p>Chiamateci al numero 380 341 77 48 oppure contattateci all\u2019indirizzo <a href=\"mailto:info@centropsicologiaemedicina.it\">info@centropsicologiaemedicina.it<\/a>, spiegandoci i vostri dubbi. Vi daremo una risposta in tempi brevi o vi fisseremo un appuntamento: la prima consultazione \u00e8 gratis.<\/p>\n<p>Nel nostro Centro abbiamo un\u2019\u00e9quipe, accreditata presso l\u2019Asl di Bergamo, formata da 12 persone, in grado di offrire un accurato servizio di consulenza psicopedagogica ai docenti e di accertare tutti i tipi di disturbo dell\u2019apprendimento e di emettere, in tempi brevi, la cosiddetta <em>Prima Certificazione Diagnostica utile ai fini scolastici <\/em>e valida in tutta la Lombardia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che cosa pu\u00f2 fare un insegnante per poter attualizzare il PDP?<\/strong><\/p>\n<p>Se un insegnante non pu\u00f2 giovarsi del supporto di uno psicologo psicopedagogista o di un neuropsicologo, esperto in DSA, che lo aiuti nella realizzazione dei materiali didattici, necessari al lavoro con gli allievi portatori di un DSA, pu\u00f2 trovare qui di seguito, indicazioni di carattere generale che possono aiutarlo ad orientarsi sul da farsi.<\/p>\n<p>Secondo noi un insegnante ha due <strong>compiti primari<\/strong> da svolgere, in caso di allievi con <em>disturbi di<\/em> <em>\u00a0apprendimento<\/em>:<\/p>\n<p>\u2192 un <strong>compito educativo-formativo: <\/strong>tenere stretti contatti con le famiglie degli allievi con DSA, per mantenere aggiornamenti e scambi reciproci sui progressi dei soggetti portatori dei disturbi e per coinvolgere \u00a0continuativamente i familiari negli aiuti nei compiti e negli interventi educativi;<\/p>\n<p>\u2192 un <strong>compito pedagogico-didattico<\/strong>, che si rivela particolarmente utile soprattutto quando in una classe sono presenti pi\u00f9 soggetti con piani didattici personalizzati: assicurarsi che ogni spiegazione in classe, di ogni argomento, si avvalga di esempi diversi, dell\u2019utilizzo di vari strumenti didattici e di tempistiche adeguate, utili a permettere alle informazioni di scorrere lungo tutti i canali di apprendimento che l\u2019essere umano possiede. I canali attraverso cui arrivano le informazioni che, processate poi dalle diverse aree del cervello, si trasformano in apprendimenti, sono infatti diversi e diversamente funzionanti. E\u2019 bene che un docente utilizzi del materiale didattico che permetta ad ogni allievo di utilizzare i propri canali preferenziali di apprendimento. (Vedasi testo di Giacomo Stella <em>Come leggere la dislessia e i DSA).<\/em><\/p>\n<p>Precisamente:<\/p>\n<ul>\n<li>il <em>canale visivo-verbale: <\/em>fornire agli allievi un testo scritto e ben leggibile, cio\u00e8 scritto con caratteri abbastanza spaziosi e sufficientemente grandi (ad esempio arial o verdana). In questo caso l\u2019allieva\/allievo che non ha problemi a leggere e a scrivere, impara bene attraverso le vie che presiedono al canale visivo-verbale; gli allievi che hanno problemi ad utilizzare questo canale di apprendimento, avranno tuttavia la possibilit\u00e0 di far riferimento allo stesso materiale didattico distribuito a tutti, che si presenta in forma \u201cariosa\u201d e non scritto piccolo e fitto, avvalendosi, in questo caso, dell\u2019aiuto di un adulto;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>il <em>canale visivo-non verbale <\/em>: l\u2019insegnante utilizzer\u00e0, contestualmente al testo scritto, immagini, disegni, fotografie, simboli, mappe concettuali, grafici, diagrammi, ecc. che facilitino quegli allievi che hanno problemi ad utilizzare il canale visivo-verbale, cio\u00e8 che hanno difficolt\u00e0 a leggere e a scrivere. Essi potranno giovarsi con profitto del passaggio delle informazioni attraverso le vie che presiedono al canale visivo-non verbale;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>il <em>canale uditivo: <\/em>la spiegazione di un argomento deve passare anche attraverso forme di presentazione di tipo narrativo. Ovviamente queste narrazioni devono essere brevi, incisive, accattivanti, alternate a strumenti di presentazione visiva-non verbale come fotografie, mappe, disegni, ecc. Un bambino o un ragazzo che legge a fatica, \u00e8 probabile che ascolti pi\u00f9 volentieri gli altri leggere o i docenti raccontare e narrare. Se si evita di sottoporlo a situazioni stressanti in cui si sente a disagio e in cui rischia di far brutta figura, \u00e8 pi\u00f9 probabile che partecipi volentieri alle discussioni, privilegiando la via di apprendimento uditiva. Potr\u00e0 cos\u00ec giovarsi molto dell\u2019apprendimento attraverso questa via, mentre far\u00e0 pi\u00f9 fatica ad accedere alle altre. In questo caso far partecipare l\u2019allieva\/allievo a discussioni, a scambio di opinioni, a lavori di gruppo con i compagni, ecc., lo aiuta ad accedere alle stesse informazioni a cui altri allievi accedono per altre vie di apprendimento;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>il <em>canale cinestesico:<\/em> \u00e8 il canale dell\u2019esperienza diretta, da cui <em>tutti i bambini<\/em> e <em>tutti i ragazzi <\/em>traggono giovamento. E\u2019 il canale che permette di \u201cimmedesimarsi\u201d in una situazione, di \u201cviverla\u201d sulla propria pelle, di \u201cattraversarla\u201d con corpo e mente in sinergia! In classe si pu\u00f2 realizzare attraverso la drammatizzazione (r\u00f4le playing) e la trasduzione dei concetti astratti in elementi concreti, con l\u2019aiuto di mappe, grafici, cartine, diagrammi, rappresentazioni. L\u2019utilizzo di pupazzi e marionette, per i bambini della scuola per l\u2019infanzia e primaria e la visione di filmati didattici per gli allievi pi\u00f9 grandi, insieme all\u2019utilizzo di pi\u00f9 materiali didattici contemporaneamente, facilita, generalmente, un contatto pi\u00f9 \u201cdiretto\u201d e \u201cconcreto\u201d con le informazioni in arrivo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Conclusione: \u00e8 utile che un insegnante parta dal presupposto che ogni argomento va affrontato in pi\u00f9 modi diversi e non in un modo solo, affinch\u00e9 ogni allievo possa \u201centrarci dentro\u201d sulla base di \u201ccome funziona\u201d, cio\u00e8 del suo canale preferenziale di apprendimento. Nei DSA \u00e8 infatti frequentissimo che il canale di apprendimento preferito dalla scuola (quello visivo-verbale) si riveli non essere il canale preferenziale dell\u2019allievo, non gi\u00e0 per questioni di volont\u00e0 o di intenzionalit\u00e0, bens\u00ec per questioni assolutamente \u201cfisiologiche\u201d. Chi predilige altri canali o non pu\u00f2 far conto sul proprio canale visivo-verbale, perch\u00e9 disturbato o disfunzionante, se non pu\u00f2 accedere alle spiegazioni attraverso altri canali, probabilmente non riuscir\u00e0 a seguire le spiegazioni, n\u00e9 ad imparare e rischier\u00e0 di sviluppare progressivamente, rabbia e avversione per la scuola.<\/p>\n<p>Se, come insegnanti, siete particolarmente in crisi su come fare a far lezione, sui materiali da scegliere o su come procedere con un allievo, prendete contatto col nostro servizio psicopedagogico.<\/p>\n<p>Possiamo offrirvi un colloquio gratuito, utile ad orientarvi su come impostare il vostro materiale didattico.<\/p>\n<p>Chiamateci al numero 380 341 77 48 oppure contattateci all\u2019indirizzo <a href=\"mailto:info@centropsicologiaemedicina.it\">info@centropsicologiaemedicina.it<\/a>, spiegandoci i vostri dubbi. Vi daremo una risposta in tempi brevi o vi fisseremo un appuntamento: la prima consultazione \u00e8 gratis.<\/p>\n<p>Nel nostro Centro abbiamo un\u2019\u00e9quipe, accreditata presso l\u2019Asl di Bergamo, formata da 12 persone, in grado di offrire un accurato servizio di consulenza psicopedagogica ai docenti e di accertare tutti i tipi di disturbo dell\u2019apprendimento e di emettere, in tempi brevi, la cosiddetta <em>Prima Certificazione Diagnostica utile ai fini scolastici <\/em>e valida in tutta la Lombardia.<\/p>\n<p><strong>Cosa deve fare un genitore dopo che ha firmato il PDP?<\/strong><\/p>\n<p>Deve sorvegliare a che gli accorgimenti suggeriti in una diagnosi, gli strumenti compensativi e le misure dispensative raccomandate, vengano osservati e seguiti e che ci sia corrispondenza tra quanto dichiarato dai docenti e da loro sottoscritto nel PDP e l\u2019applicazione pratica in classe.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio: se nel PDP, sulla base delle raccomandazioni segnalate nella diagnosi, c\u2019\u00e8 scritto che il soggetto va interrogato dopo aver stabilito di comune accordo con lui, gli argomenti e la data, non \u00e8 accettabile poi che un docente lo interroghi su argomenti non concordati e\/o in date non previste. Meno ancora \u00e8 accettabile un eventuale e conseguente brutto voto. Vale la pena di parlare col docente se ci\u00f2 avviene e, se la cosa non si risolve, di segnalare il problema al dirigente scolastico.<\/p>\n<p>In caso di particolari dubbi, potete far riferimento al nostro Centro di Bergamo, che ha un\u2019\u00e9quipe accreditata presso l\u2019Asl di Bergamo e formata da 12 persone, fra cui alcuni professionisti, particolarmente esperti anche di quegli aspetti legati alla scuola, alla psicopedagogia e alla didattica.<\/p>\n<p>Chiamateci al numero 380 341 77 48 oppure contattateci all\u2019indirizzo <a href=\"mailto:info@centropsicologiaemedicina.it\">info@centropsicologiaemedicina.it<\/a>, spiegandoci i vostri dubbi. Vi daremo una risposta in tempi brevi o vi fisseremo un appuntamento: la prima consultazione \u00e8 gratis.<\/p>\n<p>Nel nostro Centro di psicologia a Bergamo siamo in grado di accertare tutti i tipi di disturbi dell\u2019apprendimento e di emettere, in tempi brevi, la cosiddetta <em>Prima Certificazione Diagnostica utile ai fini scolastici.<\/em> La certificazione emessa dal nostro Centro \u00e8 valida in tutta la Lombardia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PDP (Piano Didattico Personalizzato) Il piano didattico personalizzato (PDP), anche detto piano educativo personalizzato (PEP),\u00a0\u00e8 previsto dal DM 12 luglio 2011, all\u2019art. 15 e dalle allegate Linee Guida e va redatto dalla scuola con la famiglia (e il ragazzo con DSA, se abbastanza grande), possibilmente con uno specialista dei DSA (psicologo, neuropsichiatra infantile o logopedista), 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